ABBOTTS WAY
"Amici, stavolta non so davvero da dove cominciare per raccontare questa avventura.... forse dovrei tornare indietro di un anno, quando seguendo gli amici Vittorio Carta, Marco Valicati, Massimo Lorè, avevo scoperto l'Abbotts Way, La via degli Abati.
Ho scoperto che è conosciuta come la Signora del Trail, questa corsa di 125 km, che ripercorre le antiche strade utilizzate come scorciatoie da frati e pellegrini,per raggiungere Roma, senza imbattersi in pericoli e agguati.
Il tratto attraversa tre province, e quattro valli, la Valtrebbia, la Valnure, la Valceno e la Valtaro, passando per Farini, Bardi e Borgotaro.
Oltre alla tappa lunga, la gara può essere corsa a staffetta, divisa in due tappe da 60 km, o in 4 tappe da 30 km.
Devo confessare che l'dea di correrla, si è insinuata nel mio cervello come un tarlo non appena l'ho scoperta. E chi mi conosce, sa bene che, quando mi fisso con un'idea, difficilmente mi dissuado dal portarla a compimento.
Ma l'anno scorso per me, runner per diletto, questi 30 km a staffetta, sembravano veramente impossibili.
Poi con la spinta di Vito e Marco, buttiamo in piedi la squadra, Marco purtroppo non recupera in tempo da un brutto infortunio, e così il mio paziente marito Renato entra in campo.
Io, Renato, Vito e Remador Cesario.
E' gennaio quando tutto nasce, ma da dicembre io comincio a correre, e allungare .... Winter Trail, Trofeo Malaspina, e le tante uscite, nelle domeniche di inverno, nonostante il freddo, con la mia cara amica Simona Sgarbi, con Renato, incurante di tutto....Cigognola, Pietra, Torre Sacchetti....
L'importante è mettere salita e km nelle gambe, e aumentare la resistenza.
E così in un baleno è il 24 aprile, si parte in 5, destinazione Bobbio, ,io, Renato, Vito, Remador e Marco che non correrà, ma che ci accompagnerà, lui, che per me è un mentore, con la sua esperienza, sempre pronto a dispensare consigli, su come affrontare queste corse.
Il briefing, la cena a Bobbio, arriva anche Davide Cammia, che ci seguirà con pazienza, in questi due giorni folli, appendendo lo striscione Running Oltrepo ad ogni tappa.
E poi la notte, chi se la dimentica, accampati nel tendone del campo sportivo, con il gelo che ci entra nelle ossa, lo striscione Running Oltrepò che domina la palestra, e gli occhi che non si chiudono, perchè la tensione sale.
E' l'alba, mi preparo, la partenza è alle 6, in una Bobbio invasa dai runners.
Alla partenza sono presenti 200 atleti che correranno tutti i 125 km e 21 squadre a staffetta.
Si parte, e che partenza ragazzi, attraversata Bobbio, si scende sul Ponte Gobbo, un fiume umano di colori e voci e gioia, corro e gli occhi si annebbiano di lacrime.
Sono felice, quello che ho aspettato per mesi, ora lo sto vivendo, sento le urla di incitazione dei miei compagni e rispondo con il nostro grido di battaglia Tatoooooo..... Poco asfalto e si comincia a salire, si percorre un budello, e poi salita, salita, 15 lunghi km di salita.... fino a Sella dei Generali, qui lo spettacolo è meraviglioso, indescrivibile il paesaggio, quasi lunare, la neve intorno sull'Appennino, e l'aria gelida, che infastidisce un po il mio stomaco. Stringo i denti, insicura, ci manca di mollare qua.... Ma nei Trail, non bisogna mai dimenticare la solidarietà dei compagni, e durante il mio "cammino" ne ho trovata tanta, e quattro chiacchiere con amici vecchi e nuovi mi hanno aiutata.
Riprendo fiato, arrivo al meraviglioso Molino de Morté, dove un lauto ristoro, mi aiuta a riprendere le forze, ora è discesa, dura anche questa, perchè le gambe sono stanche e faccio fatica a controllarmi, ogni sasso sotto i piedi è una tortura, ma penso ai miei compagni, e so che l'arrivo è vicino, li vedo, sento le loro urla, corro, e gli ultimi metri li percorro mano nella mano con mio marito Renato, che parte, dandomi il cambio, come una freccia.... il viaggio prosegue, in macchina, a Bardi dove parte Vito, Borgotaro che vede impegnato Remador nell'ultimo pezzo in notturna, e poi Pontremoli, l'arrivo!
Ogni tappa di questa staffetta è un'emozione, mentre aspetti che il compagno arrivi, mentre gli corri incontro, perchè lo vedi stanco, e sai che quegli ultimi passi con qualcuno a fianco che ti incita sono importanti.
Che giornate, un viaggio nel viaggio, non solo corsa, ma amicizia, quella vera, che ti fa stare bene e ti fa ridere e gioire....
Grazie ancora ai miei compagni di avventura, è stato bellissimo.
E complimenti ai Lupi D'Appennino per organizzare una gara così bella.
Al prossimo Trail, alla prossima avventura."
MARIKA