Trail del moscato: "Di corsa nelle langhe!"

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Se da venti anni o più posso dire di trovarmi a mio agio con il moscato (più in generale con ogni tipo di vino) non posso certo dire la stessa cosa per i Trail, disciplina alla quale mi stò affacciando timidamente negli ultimi tempi all’ombra del mio illustre amico “Remador” e delle sue stoiche imprese.

Io e mia moglie, soddisfatti del nostro primo “Mini” trail a Triora  (Avatrail 12km), avevamo messo nel mirino da tempo questa corsa nell’astigiano che per lunghezza, distanza da casa e periodo sembrava l’ideale.

Purtroppo lei ha dovuto rinunciare con rammarico a causa di una brutta influenza quindi al via ci siamo presentati io, lo specialista Vito e la Simona Sgarbi che di Trail ne sa ancora meno di me…

La manifestazione, giunta al suo terzo anno di vita,  vanta un organizzazione ormai navigata e un alto numero di partecipanti: circa 500 divisi sui tre percorsi da 12, 20 e 50km.Ogni percorso prendeva il nome da romanzi o poesie dello scrittore Cesare Pavese, natio del luogo e  noi abbiamo scelto quello intermedio da 20 km (1000 mt D+) chiamato "paesi tuoi".

Per me e la Simona si trattava della prima esperienza di corsa in

"semiautonomia" ovvero muniti di riserva di acqua e già' durante la fase di preparazione era intuibile anche per i passanti più distratti che non eravamo propriamente "del mestiere" ma e' il normale dazio da pagare quando si e' principianti. Vi risparmio certe domande della nostra avvocatessa in merito al sistema idrico degli zaini che si prestavano a disgustosi equivoci.Vito rideva...

Alla punzonatura ambiente gioviale e scherzoso, tutti a dire "La faccio piano"," l' importante e' finirla","oggi mi godo il paesaggio" bla bla bla... Poi si parte:io al quinto km ero gia' a paletta e, poco dopo, Vito mi superava mentre la Simona cominciava a sgomitare per i primissimi posti di categoria. Che falsoni questi runners!

Durante la corsa, quando il fiato lo consente butto un occhio al paesaggio morfologicamente molto simile a quello delle nostre colline ma AZZ! loro le viti le tengono come giardini!!!

Purtroppo 1000D+ significa che bisogna sudare e noi del Running Oltrepò non ci tiriamo certo indietro, quindi, su e giù per le colline (certi scendono davvero come pazzi), aumentano i km e la stanchezza ma anche quel senso di appagatezza che solo i runners conoscono e possono provare. Salitone finale spacca gambe a 3 km dall'arrivo e poi giù in picchiata a manetta fino al gonfiabile. All'arrivo taglio il traguardo insieme all'amico Vito (che alla fine ha deciso di aspettarmi)con un onorevole piazzamento (94esimo su 320 della classifica generale)e poco dopo arriva anche Simona che coglie un validissimo quanto inatteso terzo posto di categoria.

Gara divertentissima, poi doccia gelata (di qualcosa dovevo pure lamentarmi) e ottimo pranzo "all inclusive".

Che dire amici: se il prossimo anno volete provarci fate un fischio e vi accompagno volentieri.

P.s. oggi fatico a camminare ma va bene così!

RENATO