


"Mi dispiace - le parole della Ejjafini, atleta allenata da Andrea Bello - ho dato davvero tutto, ma non sono riuscita ad arrivare sul podio. Quando sono rimasta sola con la Britton, ero convinta di farcela; volevo fare la storia per l'Italia, ma alla fine non ne avevo più. No, non credo di aver esagerato con un avvio così veloce: mi mancano ancora dei lavori sui ritmi gara, la maratona che ho corso non è poi così lontana, e questo ha fatto la differenza. Correrò ancora la maratona in primavera, molto probabilmente Londra, e due diecimila, la Coppa Europa e gli Europei, cercando anche di ottenere il minimo per i Giochi Olimpici". "Forse sono partita un po' troppo veloce - le parole della Straneo - ma questo era anche l'unico modo per non rimanere imbottigliata nel gruppo. Probabilmente ho pagato nel finale, ma il piazzamento in ogni caso mi soddisfa. Nella stagione 2012 proverò ad ottenere anche il minimo olimpico dei 10000 metri, ma sogno di correre la maratona ai Giochi di Londra. In ogni caso correrò i 42 chilometri ancora in primavera, forse in una classica giapponese".
Makau
nuovo record del Mondo alla Maratona di Berlino 2011La maratona di Berlino, giunta alla sua 38^ edizione, offre come sempre uno spettacolo sportivo irripetibile. Giornata con un clima ideale, più di 40 mila i partenti e grandi attese per le prestazioni dei grandi atleti in gara. Il tracciato berlinese è in assoluto uno dei più veloci al mondo, quello sul quale i corridori cercano i grandi crono. E' infatti del 2008, a Berlino, il recordo uscente di Gebreselassie con 2h03'59".
E sono presenti ai nastri di partenza entrambi i detentori dei record, Gebre e la britannica Paula Radcliff. Ma oggi non c'è gloria per loro, le nuove generazioni hanno preso il comando.
Tutti si attendevano le prove dei kaniani: il ventiseienne Patrick Makau fra gli uomini e Florence Kiplagat in campo femminile su tutti. E le attese sono state rispettate. I due africani hanno dominato le loro gare. Makau ha fatto capire fin dai primissimi chilometri che per tutti gli altri sarebbe stata molto dura. E lo è stata anche per la lepre fare il suo ritmo e tirare la corsa e a tratti è sembrato che i ruoli si confondessero. Il record man in carica Gebreselassie tiene fino a circa metà gara, ma dopo il 25° Makau inizia a imporre il suo ritmo forsennato, da nuovo record. Una corsa costante sotto i 3' al chilometro. Alle sue spalle resistono Gebreselassie e Kymaio, ma a circa 2' di distanza.
Dal 32° chilometro, come da contratto, la lepre si fa da parte e per Makau è una corsa solitaria e tironfale verso l'arrivo. L'atleta keniano taglia il traguardo con il tempo di 2h03'38", nuovo record del mondo! (NdR. Anche se la maratona più veloce di sempre è stata corsa da keniano Geoffrey Mutai a Boston quest'anno in 2h03'02")
Secondo arriva comunque il keniano Stephan Chemlany con 2h07'55", la lepre, che dopo aver smesso di tirare la gara non si è comunque fermato e ha chiuso la sua maratona con un gran tempo. Terzo Kymayo con 2h09'50". Quarto Limo, con una gara in rimonta, davanti al britannico Overall e lo spagnolo Serrano. Ritirato Gebreselassie.
Florence Kiplagat vince la gara femminile, al suo esordio in maratona, con il tempo di 2h19'44". Seconda la tedesca Irina Mikitenko con 2h22'18". Terza Paula Radcliff con 2h23'46".
E in campo femminile straordinario risultato per le atlete italiane che puntavano al tempo sufficiente ad agguantare la qualificazione per Londra 2012. Sesta, settima e ottava Anna Incerti, Rosalba Console e Valeria Straneo. Con tempi rispettivamente di 2h25'32", 2h26'10" e 2h26'33". Per tutte e tre primato personale e tempi sotto le 2h30', ciò che era necessario per correre verso la realizzazione di un sogno.

L'azzurro, bronzo europeo dei 10.000, Daniele Meucci
(Esercito) e Nadia Ejjaffini (Runner Team 99) sono i vincitori
dei titoli italiani 2011 di corsa campestre, assegnati oggi sui
prati dell'Ippodromo Le Bettole di Varese con un bel pubblico in
tribuna a far da cornice all'evento tricolore. Giornata fredda
nella località lombarda e un percorso su cui, a tratti, si è
posato qualche leggero fiocco di neve. Tracciato pianeggiante e
asciutto con diversi cambi di direzione a movimentare il
circuito sviluppato su un fondo a tratti un po' sconnesso.
Titoli Promesse al marocchino Marouan Razine (CUS Torino) e
Veronica Inglese (Esercito), rispettivamente quinto e terza
assoluti, mentre le prove Juniores hanno visto prevalere il
talentuoso Andrea Sanguinetti (Edera Forlì) e Letizia Titon
(Assindustria Sport Padova). Nella categoria Allievi, infine,
successi di Christine Santi (Mollificio Modenese) e Italo
Quazzola (Atl. Valsesia). Ancora grande cross in Lombardia la
prossima settimana (6 febbraio) con la LXXIX Cinque Mulini di
San Vittore Olona (MI), quest'anno teatro della Coppa Campioni
per Club, e, il 27 febbraio, a San Giorgio su Legnano (MI) che
sullo storico percorso del Campaccio accoglierà la Finale 2011
dei Societari.
SENIOR E PROMESSE Donne (8km) - La
campionessa italiana 2011 è l'italo-marocchina Nadia
Ejjafini. L'atleta del Runner Team 99 è stata la
protagonista indiscussa della gara dal primo all'ultimo metro. A
restarle in scia è rimasta solo Laila Soufyane (Esercito), ma
poi col passare dei giri il vantaggio della battistrada si è
consolidato intorno al mezzo minuto. 27:20, quindi, il tempo
della vincitrice al traguardo davanti, appunto, alla Soufyane
(27:47). Come l'anno scorso a Formello, terza assoluta e prima
delle Promesse è finita Veronica Inglese
(Esercito/28:11). La Ejjafini è nata nel 1977 in Marocco, ma
fino al 2007 ha vestito la maglia del Bahrain, acquisendo poi la
cittadinaza italiana per matrimonio a settembre del 2009. Vive e
si allena a Biella dove è seguita dal tecnico Andrea Bello. Da
senior ha già partecipato a due edizioni dei Mondiali di Cross
(30^ a Losanna 2003, e 41^ a Bruxelles 2004), mentre ha corso la
maratona sia ai Mondiali di Parigi 2003 (44^) che a quelli di
Helsinki 2005 (41^), con un primato personale sui 42,195 km di
2h37:25 nel 2007 a Milano. "Sono fiera di questo mio primo
titolo italiano! - racconta la neocampionessa tricolore - Sei
mesi fa sono diventata mamma di una bambina, Sara, ma ho ripreso
non troppo tardi gli allenamenti e le competizioni fino al
secondo posto in Vallagarina. Domenica prossima sarò in squadra
con l'Esercito in Coppa Campioni alla Cinque Mulini". In
quell'occasione ci sarà anche Veronica Inglese che ha, invece,
una dedica speciale per la sua vittoria tra le Promesse: "Questo
titolo lo dedico ai soldati italiani recentemente caduti nelle
missioni internazionali di pace. Mi fa piacere essermi
confermata come l'anno scorso al terzo posto assoluto. Per
l'estate penso ai 5000 in pista e forse anche i 10000 per gli
Europei Under 23". Argento a Jessica Pulina (Running Club
Futura/29:07) e bronzo di categoria a Elena Vittone (Italgest
Athletic Club/29:42). Assente, per problemi ad un caviglia,
l'azzurra Federica Bevilacqua (Fiamme Gialle).
SENIORES e PROMESSE Uomini (10km) - La prova
più lunga della giornata nelle prime battute mette subito in
luce i protagonisti annunciati della vigilia. Nel gruppetto al
comando si insediano, infatti, il bronzo europeo dei 10.000
Daniele Meucci (Esercito), il tricolore dei
5000 Stefano La Rosa (Carabinieri), il campione 2010 Kaddour
Slimani (Runner Team 99), e il bronzo dei Mondiali Militari di
maratona, Francesco Bona (Aeronautica). E proprio tra questi
davanti sarà un continuo alternarsi per la leadership della
corsa. A tre quarti del secondo giro ci prova Slimani, al
debutto stagionale, inseguito a distanza ravvicinata da Bona, La
Rosa, Meucci e dalla promessa Riccardo Sterni (Marathon
Trieste). Meucci, però, non resta a guardare e rapidamente sale
ad affiancare l'italo-marocchino, con subito dietro Bona e La
Rosa. Tra i due inizia, quindi, un lungo spalla a spalla fatto
di continui strappi che li porta progressivamente ad
allontanarsi dai due diretti inseguitori. Quando, però, mancano
meno di mille metri alla fine Meucci esce largo dalla
terz'ultima curva sul rettilineo parallelo al traguardo e cambia
passo allungando in una maniera che non lascia scampo a Slimani.
L'azzurro corre, quindi, a prendersi la vittoria a braccia
alzate in solitaria (28:33). Secondo Slimani (28:42) con la
medaglia di bronzo che finisce al collo di La Rosa (28:56).
"Sono partito male - commenta Meucci - ed è stato meno semplice
del previsto anche perchè il terreno in alcuni tratti è un po'
sconnesso. Quel cambio di ritmo era indispensabile, ci ho
provato e mi è andata bene. Non sono ancora al top della
condizione anche perchè in questo periodo sono impegnato con gli
ultimi esami dell'Università. Sabato prossimo faccio il mio
debutto stagionale indoor sui 3000 del meeting di Stoccarda".
Titolo Promesse al marocchino, in attesa di cittadinanza
italiana, Marouan Razine, quinto assoluto
(29:26) dietro all'aviere Bona (29:03), nella sua stagione
d'esordio tra gli under 23. Il 19enne del CUS Torino conquista
così il terzo titolo tricolore consecutivo di campestre, dopo i
due già vinti da junior". "All'inizio - racconta Razine - non
sono partito troppo forte anche perchè davanti si andava con un
bel ritmo. Poi a metà gara mi sono sciolto e sono andato in
rimonta, trovandomi a ridosso dei primi dieci. All'ultimo giro
mi sono giocato il quinto posto con Sterni su cui sono riuscito
ad avere la meglio grazie al mio allungo finale. Non vedo l'ora
di poter vestire la maglia azzurra della Nazionale. Ad agosto
saranno dieci anni che vivo in Italia e spero finalmente di
poter ottenere la cittadinanza. Intanto ringrazio la Federazione
che già mi coinvolge nei raduni e nei programmi dell'attività
tecnica. Per il futuro penso alle lunghe distanze, ma senza
perdere la brillantenza che mi viene da specialità più veloci
come i 1500. Vivo a Rivoli, vicino Torino, con mia madre.
Purtroppo ho perso mio padre quando avevo 14 anni e ho scelto di
frequentare un istituto professionale proprio per avere presto
un mestiere in mano. Mi sono diplomato l'anno scorso ed ora mi
arrangio con qualche lavoretto da elettricista anche se dedico
molto tempo agli allenamenti con il mio tecnico Danilo Caroli".
Argento under 23 a Riccardo Sterni (Marathon Trieste/29:28) e
bronzo a Davide Ragusa (Atl. Futura/29:52) su Michele Fontana
(Aeronautica/30:05).
JUNIORES uomini (8km) - Numero uno e non
soltanto sul pettorale. Andrea Sanguinetti non
smentisce il pronostico che, dopo la bella vittoria di una
settimana fa al cross spagnolo di Elgoibar, lo vedeva nettamente
favorito. E così, infatti, è stato. L'atleta dell'Edera Forlì
parte subito all'attacco. "Dopo la brutta esperienza della
caduta agli Europei di Albufeira - racconterà a fine gara - ho
imparato la lezione e non voglio più rischiare pericolosi
imbottigliamenti in partenza". La sua andatura è sicura e il suo
passo spedito. In breve scava un vantaggio sul resto del gruppo
che già al termine del secondo giro è notevole fino a
cristallizzarsi in 57 secondi all'arrivo che attraversa,
abbracciato da una bandiera italiana, quando il cronometro segna
24:25. Dietro di lui, il campione 2010 degli Allievi, il
marocchino Yassine Rachik (Cento Torri Pavia/25:22) con il
somalo Mohad Abdikadar Sheik Ali (Studentesca CaRiRi) che
conferma tra gli Juniores il bronzo vinto da Allievo un anno fa.
"Proprio una bella vittoria - le parole di Sanguinetti, 19 anni
appena compiuti - e me la sento un po' come il riscatto degli
Europei. Mi piacciono i cross veloci con qualche cross tecnico.
Il mio 2011 sarà anche su pista, è l'anno degli EuroJuniores e
voglio far bene sui 3000 siepi. In questi giorni valuteremo con
il mio tecnico Deris Altavilla se fare anche qualche uscita
indoor a febbraio, altrimenti penso che continuerò a
concentrarmi sugli altri appuntamenti del cross".
JUNIORES donne (6km) - La prima gara, quella
delle under 20, vive fin dall'inizio dell'iniziativa di
Letizia Titon. La trevigiana dell'Assindustria Sport
Padova, 19 anni da compiere a maggio, sceglie di correre subito
in testa. Posizione che manterrà fino a metà dell'ultimo giro
dove dovrà cedere all'avanzata della svizzera Priska Auf Der
che, fuori gara dalla sfida tricolore, si aggiudica il primo
posto (21:25). Maglia di Campionessa d'Italia, quindi, alla
Titon (21:43), specialista e azzurrina anche della corsa in
montagna che nel 2010 l'ha vista quinta agli Europei e
quindicesima ai Mondiali: "Era la vittoria che mi mancava e che
inseguivo da un po' - le parole della Titon - amo la campestre e
ci tenevo a vincere questo titolo. Programmi per il 2011? 5000
in pista e poi, visto che mi piacciono le lunghe distanze,
vorrei cimentarmi in una mezza maratona in primavera". Argento a
Virgina Maria Abate (Italgest Athletic Club/21:47) e bronzo a
Camille Marchese (Audacia Record Atletica), l'anno scorso
seconda tra le Allieve dietro alla sorella gemella Valentine.
ALLIEVI (5km) ALLIEVE (4km) - A chiudere la
manifestazione le gare allieve e allievi che hanno visto al via
rispettivamente 126 e ben 229 atleti. Campionessa
italiana la grintosa Christine Santi (Mollificio
Modenese), al primo anno di categoria, che ha chiuso in
14:50. La ragazza emiliana, già due volte campionessa
italiana nella categoria cadette nel 2009 e nel 2010, ha
da subito dominato la prova chiudendo davanti a Giulia Mattioli
(Atl. RCM Casinalbo) 15:04, argento con una bellissima
rimonta su Isabella Papa (Cus Tirreno ASD) 15.05, stesso tempo
della piemontese Silvia Visaggi (Cus Torino). Al maschile, bel
finale del piemontese Italo Quazzola (Atl.
Valsesia), al secondo anno di categoria, che ha finito la prova
in 16:00 lasciandosi alle spalle la coppia di gemelli
dell’Atletica Livorno, Lorenzo (2° in 16:12) e Samuele (3° in
16.13) Dini. Quarto, al primo anno di categoria, Nadir Cavagna (Atl.
Val Brembana) in 16:26.
Alessio Giovannini
EuroCross, Lalli è sesto, quarta la squadra
Il sesto posto di Andrea Lalli e il quarto della squadra maschile smuovono il finale di giornata degli azzurri del cross ad Albufeira. Il 23enne finanziere molisano ha ottenuto il secondo miglior piazzamento di sempre di un italiano nella storia della rassegna continentale di corsa campestre eguagliando Luca Barzaghi e Umberto Pusterla, rispettivamente sesti a Alnwick 1994 e Charleroi 1996. Meglio di loro, in ambito nazionale ha fatto solo Gabriele De Nard, quarto a Thun nel 2001. Il veterano degli azzurri del cross, a 36 anni, ha chiuso oggi il quattordicesimo EuroCross della sua carriera al ventesimo posto. Sul trono del Vecchio Continente, intanto, torna colui che, dal 1998 ad oggi, ha fatto suoi nove ori, un campione senza età, il 35enne ucraino Serhiy Lebid. La sua volata ha lasciato ancora una volta il segno, bruciando nel finale le ambizioni dello spagnolo Lamdassem (argento) e del portoghese El Kalai (bronzo). La vittoria a squadre è, invece, andata alla Francia grazie ai suoi Meftah (4°) e Amdouni (5°). In campo femminile è la festa del Portogallo e di una travolgente Jessica Augusto, protagonista di una gara tutta di testa e che conclude con l'oro del cross un 2010 che l'aveva già vista di bronzo sui 10000 degli Europei di Barcellona. Dietro di lei, la turca Uslu e l'altra portoghese Felix, risultato che mette in cassaforte il trionfo delle padrone di casa nella classifica per team, davanti a Gran Bretagna e Spagna. Settime le azzurre che, a livello individuale, non vanno oltre il 29° posto di Valentina Costanza.
SENIORES Uomini (9870 m) - Non mancano le
emozioni sui sei giri della gara più lunga della rassegna
continentale. Il primo giro vede avventurarsi in un'avventata
fuga l'armeno Yeghikyan che poi, però, non ci mette molto ad
essere risucchiato nelle retrovie. Al termine della seconda
tornata (10:07) fa l'andatura la coppia francese formata da
Meftah e Amdouni affiancati dal portoghese Silva, l'ucraino
Lebid (rimasto un po' chiuso dal gruppo alla prima curva dopo lo
start) e l'azzurro Lalli. Dopo altri 1600 metri, il molisano
delle Fiamme Gialle si porta davanti (15:01), tallonato dai due
transalpini, Silva, Lebid con lo spagnolo Lamdassem che nel
frattempo è risalito verso la parte più alta della corsa. Un
giro ancora e l'azzurro perde un paio di secondi rispetto ai
battistrada Meftah, Silva, Amdouni e Lamdassem (19:49), ma la
sua azione resta in spinta sulla scia di Lebid e dei portoghesi
El Kalai e Mbengani. Suona la campana e in testa ci sono il
francese Amdouni, Lamdassem e i due portoghesi (24:38). Lalli è
ottavo (24:40). Siamo alle battute finali con Lebid che, con
estrema freddezza, inizia la sua serie di sorpassi verso le
primissime posizioni. Una volta fuori dal lungo tratto in
discesa con i due dossi, l'ucraino affronta l'ultima curva,
mentre Lamdassem ed El Kalai tentano di resistere sulla sua
scia. Sul rettilineo finale, però, non c'è verso di contenere la
volata dell'ucraino che, per la nona volta in carriera, alza le
braccia al cielo, solo e vincitore (29:15) sul traguardo degli
Europei di campestre. Argento allo spagnolo Lamdassem (29:18) e
bronzo al portoghese El Kalai (29:21). All'arrivo sfilano,
quindi, per un successo di squadra i due francesi Meftah (29:21)
e Amdouni (29:21). E poi arriva Lalli, bravo a non mollare e a
riprendersi un paio di posizioni nell'ultima e decisiva parte
della gara. E' sesto in 29:28. "Ho stretto i denti e dato
l'anima! - commenta l'azzurro al traguardo - Questo sesto posto
mi riscatta del 18° del 2009 a Dublino, dove avevo scelto di
gareggiare tra i seniores pur essendo all'ultimo anno da under
23. Stavolta penso di aver fornito un riscontro che rispecchi di
più quanto valgo in questa specialità che tante soddisfazioni mi
ha dato nella categorie giovanili". Per la squadra italiana,
arriva ventesimo Gabriele De Nard (29:50), poi 32° Giammarco
Buttazzo (30:15), 38° Yuri Floriani (30:27) e 55° Stefano Scaini
(31:20), mentre Stefano La Rosa si è fermato a poco meno di un
giro dal termine. Gli azzurri chiudono così quarti nella
classifica a squadre, dietro a Francia, Portogallo e Spagna.
"Personalmente - conclude il capitano Gabriele De Nard - penso
di aver fatto il mio dovere anche oggi. Peccato per il quarto
posto a squadre. Con Meucci dentro e con un La Rosa più in forma
forse sarebbe stata un'altra storia".
SENIORES donne (8170 m) - È la gara più attesa dal pubblico locale, con le padrone di casa che si presentano da campionesse in carica, avendo vinto le ultime due edizioni della prova a squadre. Ed è proprio la portoghese Jessica Augusto a guidare il plotone sin dal via: con la russa Sergeyeva e la spagnola Aguilar a darle il cambio nelle battute iniziali e poi, quando il percorso entra nel giro lungo, prova a fare selezione in modo deciso. Soltanto la Aguilar tiene testa in un primo momento alla Augusto, che poco dopo resta da sola al comando. Una leadership netta e incontrastata già a metà gara: undici secondi di vantaggio a due giri dalla fine, quando la spagnola viene ripresa dal gruppo delle inseguitrici, comandato dall’irlandese Britton che si guadagna il secondo posto provvisorio. Rinvengono poi la turca Binnaz Uslu e l’altra portoghese Dulce Felix, con quest’ultima protagonista di un allungo poco prima della campana, per andare in caccia della connazionale Augusto, che però mantiene un margine di sicurezza e conquista il primo oro individuale di sempre per il Portogallo nella gara seniores femminile agli Europei di cross, chiudendo in 26:52. Nel finale la Uslu fa suo l’argento (26:57), superando la Felix che va al bronzo (26:59). La migliore delle italiane è Valentina Costanza, ventinovesima (28:28), che precede Emma Quaglia (32ª/28:46), Valentina Belotti (42ª/29:27) e Agnes Tschurtschenthaler (43ª/29:48) per un settimo posto di squadra, nella classifica vinta dal Portogallo su Gran Bretagna e Spagna.
TV: sintesi della manifestazione in onda su RaiSport UNO (e un'ora dopo su RaiSport DUE) dalle 21 alle 23 di domenica 12 dicembre.
a.g.
Nella foto, Andrea Lalli al traguardo di Albufeira
(Giancarlo Colombo/FIDAL)